Gli Stagisti parlano di Sicurezza in Carbosulcis

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Da alcuni mesi Carbosulcis ospita nelle proprie strutture un gruppo di Stagisti, neolaureati in diverse discipline, perlopiù in materie tecniche.
Come per tutti coloro che per la prima volta entrano in contatto con l’Azienda (nuovi assunti, fornitori, visitatori), anche in questo caso si è tenuto un corso di formazione e informazione relativo a sicurezza, ambiente e qualità, in cui sono illustrate procedure e regole comportamentali da seguire per potersi muovere all’interno dello stabilimento, sia in sottosuolo che in superficie.
Il periodo formativo è anche un’occasione per conoscere un po’ meglio gli ospiti e i nuovi colleghi, prima del loro trasferimento nei reparti.


A conclusione del percorso formativo si è chiesto loro di lasciare due righe, un breve commento sulle giornate di corso destinate alla pubblicazione nel numero di marzo e aprile del Giornale della Sicurezza, periodico a diffusione interna, che Carbosulcis ha voluto per sensibilizzare e aggiornare i lavoratori su tutte le novità in materia di sicurezza, ambiente e qualità. Il Giornale è realizzato dal Responsabile del Sistema di Gestione della Sicurezza in collaborazione con i Responsabili di Servizio di Prevenzione e Protezione, Sistema di Gestione Ambientale e Sistema di Gestione della Qualità.

Si è quindi pensato di dare ulteriore spazio alle interviste pubblicandole anche all'interno del nostro sito.

Sono di seguito riportate le testimonianze dei tirocinanti così come sono state trasmesse:

<< L’esperienza vissuta in questo breve periodo nella Miniera Carbosulcis ha posto innanzitutto l’attenzione sul sistema di sicurezza, qualità e ambiente. La formazione iniziale ha trattato in buona parte argomenti volti alla sicurezza, che sono risultati di base per l’esperienza vissuta nella visita del sottosuolo; solo la visione del luogo di lavoro mi ha reso effettivamente consapevole dell’importanza che le misure di sicurezza vengano applicate non solo per la propria incolumità, ma data la particolarità dell’ambiente di lavoro, anche per quella dei propri colleghi.

Oltre agli aspetti legislativi, la cui conoscenza è imprescindibile, si sono analizzati alcuni aspetti fondamentali, quali la comunicazione tra i reparti produttivi che a mio parere rimane la base di partenza per una effettiva assimilazione dei concetti espressi dalle suddette leggi>>.

Mauro.

<< Come ogni persona che intraprende un'attività lavorativa all'interno della Carbosulcis S.p.A., in qualità di tirocinante, sono stata immersa nella formazione su sicurezza, ambiente e qualità dal personale responsabile. Personalmente sono rimasta alquanto colpita dall'importanza riservata dall'Azienda alla formazione sulla sicurezza per tutti i dipendenti. La Carbosulcis ha fatto di ciò una missione. Durante la formazione siamo stati resi edotti di tutti i sistemi di sicurezza addottati nel sottosuolo, dei piani previsti nei casi di emergenza, con i costanti riferimenti legislativi sempre aggiornati. Questo è fondamentale in un ambiente di lavoro ad altissimo rischio come la miniera. L'Azienda affronta dei costi notevoli per ottenere questi standards, tra l'altro certificati UNI ENI-ISO 14001 e registrati EMAS e OHSAS, ma ritengo che questa sia una scelta vincente se si pensa che il numero di infortuni è ridotto al minimo, sia in termini di quantità che di gravità>>.

Anna Maria.

<<L'esperienza in Carbosulcis è iniziata con una settimana di corsi di formazione su sicurezza, qualità e ambiente. E nonostante inizialmente fossi un po' scettica sulla reale utilità della cosa, mi sono dovuta ricredere al mio ingresso in sottosuolo, quando ho realizzato quanto fosse importante per tutti doversi attenere a determinate regole e sapere preventivamente come regolarsi in situazione di emergenza. Il sottosuolo è una realtà molto particolare e completamente diversa da quella cui siamo abituati; la situazione di equilibrio che si respira là sotto deve essere mantenuta e per farlo ogni persona che vi ha accesso deve essere opportunamente informata. La carbosulcis si è dimostrata molto sensibile nell'affrontare le suddette tematiche>>.

Martina.

<<Nel primo periodo del tirocinio, ci han fatto un lungo corso di formazione-informazione, fornendoci oltre che alle conoscenze di base su quelle che sono le norme applicate alle miniere per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori, le Atex, anche un addestramento per quella che sarebbe stata la discesa in sottosuolo.

Durante il corso ci han spiegato il processo di estrazione del carbone dal sottosuolo e quello che è stato il progresso nello scavare le miniere, si è passato dalle gabbie di legno che sorreggevano le gallerie a quelle in cemento armato e infine all’ultima tecnologia: il bullonamento.

Ho notato che i minatori un po’ più anziani che han visto e toccato con mano il progresso, si sentivano più sicuri con le gabbie sopra la testa, non avevano la sensazione di “frana” come per i bulloni.

Non avevo idea di quello che era il lavoro di un minatore, degli spazi, dell’atmosfera nel sottosuolo e mi spaventava un po’ scendere a meno 400 metri.

Arrivata alla discenderia, con tutta l’attrezzatura necessaria alla “vita-sopravivenza in sottosuolo”, avevo un po’ di ansia ma allo stesso tempo molta curiosità. Giunta in sottosuolo con grande meraviglia ho visto che gli spazi erano ampi e nelle gallerie principali ci passavano anche 2 Toyota affiancati. Ho potuto osservare la distribuzione dei bulloni nelle caverne e il monitoraggio degli stessi, effettuato con flessimetri regolarmente disposti. Mi son resa conto che i lavoratori erano al sicuro. Ho osservato i rilevatori di monossido di carbonio, di metano e di ossigeno, strumenti importantissimi e “salvavita”.

Una cosa mi ha impressionato tantissimo, il lavoro degli operai durante l’attività vera e propria di estrazione del carbone: lo spazio ridottissimo e le polveri. Non l’ho potuto vedere con occhi ma ho avuto la percezione degli spazi e la sensazione di affanno che si ha nelle gallerie di reflusso dove sembra quasi che manchi l’aria.

Spero di poter ripetere l’esperienza, magari con le macchine in funzione>>.

Agata.

<<La prima settimana in Carbosulcis è stata dedicata completamente alla formazione sugli aspetti inerenti alla sicurezza, la prevenzione e protezione, la qualità e l'ambiente, naturalmente anche dal punto di vista legislativo.

E’ stato subito chiaro l’alto valore che l’azienda dà a tali argomenti, non certo secondari rispetto agli obiettivi produttivi o industriali in senso stretto.

Le certificazioni volontarie che la Carbosulcis ha conseguito attestano l’alto livello qualitativo aziendale, in un territorio come quello sardo e in particolare del sulcis iglesiente che spesso ha mostrato carenze da questo punto di vista.

Una moderna realtà industriale deve partire da un preciso programma di prevenzione degli infortuni dei propri dipendenti e dei terzi che gravitano intorno, deve portare a conoscenza le regole da seguire e dopo aver messo a disposizione tutti i dispositivi per la sicurezza, indicare delle procedure ottimali che possano dare alte garanzie della salute dei singoli e di salvaguardia degli ambienti di lavoro.

Ancor più importante è abbinare queste esigenze in un ambito lavorativo particolare come il sottosuolo minerario.

Questo percorso iniziale si è concluso con la visita in sottosuolo, esperienza di grande impatto emotivo (per me, che sono un Geologo, forse addirittura più emozionante), che ci ha permesso di constatare l’importanza dell'attrezzatura, soprattutto dei dispositivi di protezione individuali e di toccare con mano tutte quelle possibili situazioni in cui una buona organizzazione può permettere di lavorare più serenamente, quasi dimenticandosi i 400 metri che separano dalla superficie>>.

Stefano.

<< E’ la prima volta che entro a contatto con un ambiente lavorativo di tipo aziendale. Durante il corso di formazione abbiamo affrontato diversi aspetti di sicurezza, ambiente e qualità. Nonostante alcuni punti affrontati non fossero a me nuovi, ho scoperto aspetti che non avrei immaginato e cui non si da giusta importanza. Ho notato che la gestione di tutti questi ambiti è piuttosto complessa e impegnativa, ma l'ambiente di lavoro, che a me è sembrato molto armonioso, fa trasparire l'entusiasmo di ogni singolo dipendente>>.

Alice

<<Per un ragazzo come me, cresciuto lontano dalla realtà del Sulcis, è difficile sentir parlare della storia e delle vicissitudini della miniera. Nei primi giorni di presenza alla Carbosulcis ho avuto modo di entrare in contatto con questa realtà a me nuova grazie alla formazione fornitaci dall'azienda su sicurezza, qualità e ambiente. Tutte le procedure e le norme da seguire nei comportamenti nell'ambiente di lavoro, soprattutto in sottosuolo, fanno capire quanto sia stato pericoloso il lavoro effettuato nelle generazioni passate. Ma ancora più significativo è sentirlo da chi sottoterra ha lavorato per tanti anni e ha toccato con mano tutto ciò che racconta. Nella visita in sottosuolo, oltre agli aspetti puramente tecnici, ho potuto constatare di persona come sia importante, in un ambiente dove si condividono gli stessi rischi, rispettare tutte le precauzioni necessarie, perché la risorsa più importante della miniera non è il carbone ma chi ci lavora, senza cui non avrebbe ragione di esistere tutto il resto>>.

Antonello.

 

 

 

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