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La Carbosulcis s.p.a., società della Regione Autonoma della Sardegna, è titolare della concessione Mineraria “Monte Sinni” per la coltivazione del giacimento carbonifero del Sulcis, per la sua storia e per l’importanza che riveste è diventata parte integrante del tessuto sociale del territorio.
É l'unica realtà italiana nella coltivazione del carbone, fonte energetica fondamentale, il cui impatto ambientale può essere ridotto fino a quasi zero emissioni grazie alle nuove tecnologie, economicamente vantaggiosa e capace di soddisfare i fabbisogni planetari per ancora 200 anni.

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La struttura mineraria ha un potenziale produttivo di 1.500.000 tonnellate di carbone mercantile all’anno, le riserve stimate del giacimento carbonifero ammontano ad oltre due miliardi di tonnellate.
La Mineraria “Monte Sinni” è dotata delle più moderne attrezzature minerarie di coltivazione e si sviluppa entro una rete di circa 30 km di gallerie.
Una rampa, detta discenderia, permette l’accesso al sottosuolo di mezzi e personale, mentre 4 pozzi equipaggiati di opportuni ascensori permettono l’accesso del personale ai diversi livelli sotterranei, fino ad una profondità massima di circa 500 m.
L’organico aziendale consiste in circa 520 unità, di cui circa centocinquanta sono impiegati di superficie, ed i restanti sono addetti alla produzione e mantenimento in sottosuolo.

Oltre ad aver intensificato le proprie attività di ricerca per migliorare i sistemi di estrazione e implementare le produzioni di combustibili fossili, la Società ha messo in cantiere e portato a compimento alcuni progetti all’interno di importanti contesti internazionali.
L’azienda è delegata, per conto del Ministero delle Attività Produttive, nel Methane to Market, un'associazione internazionale multigovernativa promossa dall’Environmental Protection Agency, nata per ridurre le emissioni di metano e favorire la crescita economica incentivando l'utilizzo di energia pulita.
É poi membro della delegazione tecnica per l'Italia del Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF), e partecipa alla piattaforma europea Zero Emission (ZEP). È inoltre cofondatrice del CO2 Club Italia, con Enea, Cesi, Ogs, Sotacarbo e l’Università’ della Sapienza di Roma, primo Network italiano impegnato nello studio della riduzione dei gas serra derivanti dalle attività produttive.
L’azienda, in collaborazione con alcuni tra i più importanti istituti internazionali di ricerca, ha realizzato un progetto di recupero di metano che interessa l’intero giacimento. Il sito é infatti considerato uno dei più importanti bacini a cui applicare le tecnologie legate ai processi di recupero del metano dai letti di carbone in sottosuolo (CBM - ECBM).
È inoltre in fase avanzata di studio il progetto di iniettare CO2 nei depositi geologici e nei letti di carbone sotterranei non coltivabili. In questo modo si agevolerebbe il recupero di metano segregando geologicamente, allo stesso tempo, il gas serra, con perfetta integrazione tra attivitá produttiva ed ecosistema.

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