| IL CICLO PRODUTTIVO |
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IL SITO MINERARIO
SONDAGGI I sondaggi permettono di raccogliere informazioni utili al fine di operare una più attenta pianificazione della fase di coltivazione.
I TRACCIAMENTI I tracciamenti delimitano le porzioni di giacimento da coltivare e la loro vita è limitata alla fase di spoglio dei relativi pannelli.
LA COLTIVAZIONE Il processo di coltivazione del carbone è basato sul taglio a lunga fronte in ritirata, con franamento del tetto nella zona coltivata. A partire dalle gallerie di struttura principali, il pannello di coltivazione viene delimitato (tracciamento) da due gallerie parallele scavate all’interno delle strato di carbone. Le due gallerie, denominate di testa e di base, vengono successivamente collegate da una rimonta taglio che, delimitando il pannello, costituisce la linea di partenza delle operazioni di coltivazione.
Il pannello ha una larghezza di 200 m circa ed una lunghezza variabile, funzione delle discontinuità tettoniche presenti nell’area, che suddividono il giacimento in aree di fatto indipendenti sia dal punto di vista minerario sia dal punto di vista idrogeologico. La coltivazione del banco mineralizzato avviene per mezzo di una tagliatrice, dotata di due tamburi rotanti, che traslando lungo la galleria di rimonta asporta, per passate successive di circa 80 cm, lo strato di carbone.
Alle spalle della tagliatrice è presente l’armatura marciante composta da una serie di pile che proteggono il cantiere dalla frana che si innesca nel retrotaglio.
LA FRANTUMAZIONE Per poter eseguire la separazione del carbone è necessario come prima operazione ridurre la pezzatura del grezzo di miniera mediante frantumazione.
L'OMOGENEIZZAZIONE Le nuove tecniche di coltivazione del carbone non consentono la separazione del minerale in sottosuolo. Il grezzo estratto dalla miniera risulta infatti litologicamente disomogeneo in quanto costituito da percentuali variabili di carbone e di sterile (calcari, arenarie, siltiti e argilliti).
Per mantenere un rapporto costante carbone-sterile, il grezzo, preventivamente frantumato, viene dapprima stoccato in un’area circolare avente diametro di 83 m, e successivamente omogeneizzato mediante l’azione meccanica esercitata da un elemento mobile (“pettine”). Tale passaggio risulta importante perché permette di impostare i “parametri di processo” nella laveria che costituisce la sezione di trattamento successiva. L’area di omogeneizzazione può contenere circa 30.000 tonnellate di grezzo avente granulometria massima di 120 mm.
IL LAVAGGIO Nell’impianto di trattamento la separazione del carbone dal materiale sterile si realizza mediante un processo di tipo gravimetrico che sfrutta le differenti caratteristiche fisiche (densità) tra le due litologie. Il carbone,infatti, ha una densita' inferiore allo sterile, grazie a questa differenza è possibile separare la frazione combustibile (float) dalle altre litologie che affondano (sink) in un fluido eterogeneo composto da una miscela acqua-magnetite (mezzo denso) la cui densità è intermedia ai due prodotti.
Il grezzo dopo essere stato sottoposto ad un processo di pretrattamento viene inviato mediante nastro trasportatore all’impianto di lavaggio. Quest’ultimo tratta nominalmente circa 700 t/h di materiale ed è strutturato in 3 sezioni distinte nelle quali il grezzo di miniera preventivamente vagliato ad umido viene trattato meccanicamente senza subire modificazioni chimiche. Sezione del grosso, -120 + 20 mm; La sezione del “grosso” (-120+20mm) consta di un separatore statico a ruota inclinata “Drew Boy” che, sfruttando l’azione della forza di gravità consente di recuperare dalla vasca contenente il mezzo denso il carbone che galleggia (float) dallo sterile che affonda (sink); La sezione del “medio” (-20+1mm) è costituita da quattro separatori dinamici tipo “Tri-Flo®” che sfruttando l’azione combinata della forza centrifuga e della forza di gravità consentono la separazione del carbone dallo sterile; Nella sezione del “fine” (-1mm), la separazione dei prodotti avviene mediante un sistema dinamico di spirali costituite da un canale elicoidale a più spire. Una pompa invia la torbida (miscela acqua-materiale) in testa alle spirali; lungo il percorso i grani leggeri (carbone) si portano per centrifugazione all’esterno mentre i pesanti seguono l’asse del canale e vengono spillati.
Il carbone e lo sterile prima di essere allontanati dall’impianto vengono inviati alle rispettive sezioni di lavaggio costituite da un vaglio di drenaggio e da un separatore magnetico che è in grado di recuperare la maggior parte della magnetite rimasta addensata su entrambi i prodotti e utilizzata per rigenerare il mezzo denso.
LO STOCCAGGIO
Dall’impianto di lavaggio, attraverso un sistema di nastri trasportatori, il carbone lavato e lo sterile vengono stoccati in due silo verticali aventi capacità rispettive di circa 1200 m3 e 1000 m3.
Attualmente è in fase di progettazione un impianto di vagliatura per il recupero degli sterili per la produzione di inerti da costruzione, materiale per sottofondi e rilevati stradali, e per riempimenti, che sarà direttamente collegato al silo di stoccaggio, mediante nastri trasportatori.
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